L’estate è finalmente arrivata ed ha portato con sé delle temperature roventi. Questa è stata per noi l’occasione giusta per dare nuova vita ad un progetto che curiamo da ormai quasi 3 anni: il nostro Hortum, un progetto di orticoltura e giardinaggio.
Il periodo in cui abbiamo scelto di rinnovare le nostre attenzioni a questo angolo verde non è affatto casuale: coincide quasi esattamente con il solstizio d’estate.

Perché il solstizio d'estate?
Questo momento importante per moltissime delle civiltà che ci hanno preceduto (dagli antichi Romani agli Egizi, passando per gli Aztechi) rappresenta sia in senso simbolico che in senso concreto il picco della rigogliosità e dell’abbondanza.
Questa data acquisisce ancora maggiore significato nelle nostre zone, intorno a Firenze: la notte di San Giovanni precede la festa patronale della città, il 24 Giugno, momento in cui, storicamente, gli agricoltori ed il lavoratori della terra cercavano di propiziarsi un buon raccolto per l’anno successivo, attraverso riti sia cristiani che pagani.
Hortum cerca di inserirsi all’interno di questa importante tradizione territoriale, ma adottando una chiave moderna, più in linea con i nostri valori aziendali.

Cosa è Hortum oggi
Questo progetto infatti rappresenta una celebrazione della prosperità dell’estate ed un rimando alla nostra tradizione, ma anche l’espressione di un impegno concreto nel favorire la sostenibilità e la circolarità.
Gli ortaggi piantati sono infatti ottenuti da filiere locali sostenibili e vengono coltivati nel modo più organico e meno invasivo possibile.
Con il passare degli anni cerchiamo di arricchire Hortum sempre di più anche per quanto riguarda la diversità delle culture: quest’anno abbiamo rinnovato l’iniziativa aggiungendo alla “famiglia verde” di Unigum nuovi ortaggi, verdure e frutti, come ad esempio fragole, cipolle di Tropea, erbe aromatiche e pomodori.
Piccola curiosità: anche le erbe aromatiche hanno un ruolo culturale importante nella festa del Patrono fiorentino, sono infatti la base della mitica Acqua di San Giovanni. Si tratta di un’acqua in cui si mettono in ammollo aromi raccolti dopo il tramonto e lasciati macerare per tutta la notte precedente la festa. L’acqua, carica di energie positive, viene poi usata la mattina del 24 giugno per lavare viso e corpo e, altra curiosità, non può essere usata nei giorni seguenti, nel caso in cui ne avanzi un po’ deve essere donata quindi ad amici o parenti. Altruismo e sostenibilità e un pizzico di magia!
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