Un riflesso ti salva la vita

“Un riflesso ti salva la vita”

Aggiungere parole a una mostra di fotografie è spesso inutile, se non dannoso. Si compiono a volte delitti terribili, e si portano i visitatori ignari in territori non voluti nelle intenzioni dagli autori. Che sono, non dimentichiamolo mai, artisti. Sensibili indagatori di territori invisibili ad occhi normali. Ma questa volta c’è da raccontare come è nata l’idea di questo percorso d’immagini, che accoglie i visitatori: che si snoda e invade un ambiente di lavoro, abituato ad avere sulle pareti visioni più tradizionali: vi ruberanno gli occhi queste fotografie, che non vi dirò, lo troverete da soli. Diciamo soltanto che è un diverso modo di vedere le cose: nella loro visibile verità e nel loro contrario, che si ribalta sull’acqua. O sul mondo. Un riflesso a interferire. Con la luce a tagliare, a indagare a riflettere. E a farci riflettere. E a farci riflettere dentro di noi sulle forme, sulla loro metamorfosi costante e irripetibile. Su quello che abbiamo intorno. E così occhiali trasparenti, indispensabili a protegerci sul lavoro, diventano luminose farfalle ansiose di cielo, o un guanto specializzato per prese a rischio, un elegante forma futurista nello spazio. Ma sono qui, queste foto, arroganti nella loro bellezza, che giocano insieme e si parlano. E vi raccontano di come lo sguardo non è solo visione, ma può essere fonte continua di armonia, di ricerca del bello. C’è bellezza, comunque, negli oggetti fatti da mani umane, nel colore scelto, nella precisione di una curva. C’è bellezza nella creatività della materia, nell’assemblaggio dei materiali. La stessa che si trova in natura, in una conchiglia che cresce in volute fantastiche, o nel fiore secco che non dimentica mai il sole. Che poi è vita: la stessa che un riflesso, o una maggiore attenzione, ci può salvare. La nostra, per esempio, ogni giorno e mentre lavoriamo.

Paolo Pianigiani

Intervento per immagini di Alena Fialovà