LIBRERIE CHE APRONO E CHE CHIUDONO

Finiva lieto il delizioso film di Nora Ephron di più di vent’anni fa “C’è posta per te” con Meg Ryan e Tom Hanks, che dopo aver combattuto una guerra come condottieri -lui- di una grande catena di vendita di libri contro -lei- la piccola libreria per bambini, si scoprono innamorati e pronti a vivere felici e contenti.

Ma qualcosa non tornava in quel finale zucchero e miele con tanto di scodinzolio del cane in sottofondo. Non un cenno alla piccola libreria che dopo metà film da un luogo quasi fiabesco per bambini era diventato uno scheletro di scaffali di legno.

Mancava il miracolo, quello che ci fa sognare ancora più di un innamoramento improbabile, di Davide che vince su Golia. Per cui vissero felici e contenti coi proventi (di lui che magari la assume nel reparto bimbi) della grande catena FOX.

Chissà se alla libreria Paravia di Torino, la seconda più antica d’Italia (nata nel 1802) che dal 28 dicembre non ha più riaperto, ci siano stati almeno risvolti romantici per Nadia e Sonia, le due sorelle che avevano ereditato l’attività dal padre e poi lottato strenuamente contro il gigante Amazon che ha ammaliato i lettori con prezzi stracciati e poi li ha abituati alla comodità del clic che porta a casa tutto.

Anche se fosse, come nel film resterebbe l’amaro in bocca per continuare a sentirci addosso lo sgretolarsi inesorabile di un mondo fatto di contatto umano, atmosfera soffusa, passeggiate in centro dove guardando una vetrina ti viene voglia di entrare e sfogliare un po’ di libri prima di sceglierne uno, leggiucchiarli qua e là, farti invitare da una frase presa a caso o dalle illustrazioni, che finalmente stanno tornando a colorarli e a spingere più avanti i nostri sogni, persino dalla carta con quel carattere che non hai bisogno di fondi di bicchiere al posto degli occhiali per poterlo ingrandire. E alla fine farti scegliere, da un libro.

Non sappiamo se da questa china virtuale sarà possibile tornare indietro; nel frattempo fa davvero tristezza una notizia così, che assomiglia un po’ a un’ultima pagina con la parola fine quando non è lieto. Desiderando, come abbiamo fatto tutti che “domani è un altro giorno”, la storia possa prendere un cammino nuovo. Magari con un bel sequel, proprio come avviene nei libri.

Testi a Cura di Stefania De Toma

Libreroa Paravia di Torino