IL BOOK SHARING PIU’ BELLO: IL BIBLIOMOTOCARRO

Sembra una favola e invece questo maestro dai capelli bianchi le favole le racconta, instancabile, ai bambini che lo aspettano nei paesi più sperduti della Basilicata (ma non solo), quelli che lui chiama ”ai margini”, dove le cose succedono troppo poco.

Antonio La Cava è in pensione da più di vent’anni ma porta in sé una qualifica che ha la lettera maiuscola, che è una missione di vita e non un lavoro qualunque: quella di Maestro.

Ha fatto di una Ape Car, il motocarro che usano i contadini, una piccola biblioteca viaggiante con tanto di scaffali protetti dalla pioggia e un o spazio interno che diventa anche un piccolo cinema; e nonostante, premi, riconoscimenti (compreso il recente titolo di Cavaliere della Repubblica), servizi sui giornali e apparizioni televisive, con la sua pensione paga da sé il carburante,  la gran parte dei libri “che devono essere sempre nuovi, pieni di illustrazioni bellissime e di favole antiche e nuove” e tanti quaderni con la copertina rigida e i fogli bianchi che i bambini riempiono inventandone proprie storie infinite perché arricchite di tappa in tappa.

La sua fama gli fa arrivare anche donazioni di libri da ogni parte d’Italia ma il maestro i libri li regala, li presta, li propone come un tesoro che i bambini ripagano con la loro accoglienza, i loro sorrisi, la gioia pura di ascoltare, con un amore che gli riempie l’anima.

Per questo di libri c’è sempre bisogno. Meravigliose le scintille da cui questo racconta storie, che innesca l’amore per i libri nei bambini, ha iniziato l’avventura del biblio-moto-carro: “E’ nata da un incrocio di sentimenti. Da una parte il dovere del Maestro – che coglieva il progressivo affievolimento del rapporto tra i fanciulli e la lettura – dall’altra la riconoscenza verso mia madre. Io non avrei dovuto studiare, avrei dovuto fare il calzolaio, i miei erano poveri contadini.

Ma la professoressa di italiano, un giorno, chiese a mia madre di fare un sacrificio per me. E lei mi disse che dovevo studiare e farmi onore, senza dimenticare di restituire agli altri bambini poveri quello che loro mi hanno dato”. Perché i libri sono amici che non tradiscono, hanno il potere di allargare gli orizzonti della mente e di questo deve essere data la possibilità a chiunque. E nei paeselli che vanno spopolandosi, dove i bambini si contano quasi sulle dita delle mani continua a portare storie e, probabilmente, scintille di futuro.

Testi a cura di Stefania De Toma